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La Storia

Un pò di Storia

Possiamo far risalire la nascita della Radiestesia all’età della pietra, allorchè l’uomo cominciò a servirsi di quella tecnica divinatoria che qualche milione di anni dopo è stata battezzata “radiestesia”.

Infatti, in alcune grotte della Dordogna, in Francia, furono rinvenuti degli scheletri di razza umana che sono fra i più antichi tra quelli rinvenuti nel Quaternario. Sulle pareti di quelle grotte sono visibili delle incisioni di origine preistorica, una delle quali rappresenta un essere umano, sormontato da una testa di bisonte, che impugna un oggetto simile ad una bacchetta. Forse quell’’essere, la cui immagine è stata incisa sulla parete della grotta, era uno stregone, e quella bacchetta gli serviva per dei riti magico-religiosi che fanno di lui un virtuale precursore della radiestesia.

A parte il fascino di questa ipotesi, non possiamo tuttavia riporre molta fiducia in un graffito la cui interpretazione rimane comunque dubbia e fantasiosa.

Anche la mitologia, sempre coperta dal velo del fantastico-leggendario, abbonda di fatti in cui non manca la “bacchetta magica”.

La stessa Bibbia ed i Testi Sacri pullulano di allusioni e di riferimenti alla bacchetta.

Documenti certi, e quindi storici, riguardanti la radiestesia ne esistono e risalgono all’antica Cina.

I cinesi praticavano questa tecnica già 2000 anni prima della nostra Era, e divennero molto esperti in ciò che riguardava la ricerca nel sottosuolo.

Ancora oggi la rabdomanzia è molto in voga in Cina: un particolare interessante è che in questo paese non si inizia alcuna costruzione senza avere consultato preventivamente un rabdomante, il quale dovrà dichiarare che il terreno non è soggetto a radiazioni nocive.

Anche in Occidente si andava sviluppando fin dai tempi degli Etruschi e  dell’antica Roma l’uso della bacchetta: il lituo, o verga divinatoria, altro non era che un semplice bastone ricurvo in cima.

Nel Medioevo si credeva vicina la fine del mondo; quindi, l’uomo impaurito e chiuso in se stesso, non poteva né pensare, né indagare sui misteri della natura.

Voltiamo pagina ed interessiamoci al nostro secolo. Siamo agli albori del 1900 quando si sente parlare dell’ Abate Carrieè e del Grisez, al quale è dovuta la scoperta dei giacimenti di potassio in Alsazia.

Con la guerra del 1915/1918, un altro nome appare nella nostra storia: l’ Abate Bouly che rese grandi servizi al fronte.

In questo periodo appaiono i primi veri grandi sensitivi che la radiestesia vanta : l’ Abate Bouly, padre della radiestesia perché a lui si deve tale nuovo vocabolo, l’ Abate Alexis Mermet, principe dei radiestesisti.

La sua attività di studioso e di ricercatore si fondeva con quella di sacerdote; anzi, per le sue doti di radiestesista, potè compiere innumerevoli opere di bene.

Per 43 anni studiò e sperimentò senza pausa.

Dobbiamo riconoscere che il Mermet è stato un maestro ed una guida insuperabile e tanto dobbiamo a lui se l’arte misteriosa della radiestesia continua ancora oggi ad affascinare e ad interessare, non solo la scienza ufficiale e gli iniziati alla radiestesia, ma tutti.

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Viviamo in mezzo ad un oceano di radiazioni da noi non percepite: non ci rimane che ingegnarci e captare gli effluvi invisibili che emanano da ogni cosa, costituendo noi stessi dei ricevitori.

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Pendolo. Qualsiasi piccolo peso che venga collegato alla mano tramite un filo o una catenella, che vengono tenuti fra pollice ed indice della mano maestra, può considerarsi un pendolo.

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